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Attività fisica

L’attività fisica potrebbe avere il potere di salvare la vita.
Questa teoria è confermata da una recente ricerca pubblicata su “The Lancet”, che afferma  basterebbero 2 ore e mezzo di moto alla settimana.

Lo sport non solo procura benefici al nostro corpo come è ben noto, ma può perfino salvare la vita. Ecco lo studio approfondito da vari ricercatori che hanno coinvolto oltre 130mila persone di età compresa tra i 35 e i 70 anni, a cui è stato chiesto di riempire dei questionari specificando quanta attività fisica svolgessero nella settimana e, nel caso, che tipo di sport svolgessero, specificando anche altri fattori ed abitudini, come la dieta da loro seguita oppure se fumano.

 A differenza delle scorse ricerche, che pure avevano attestato i benefici dello sport nel del tempo libero, questo studio ha accettato anche persone nate da Paesi a basso e modesto reddito. “Includendo i paesi a basso e medio reddito in questo studio – ha detto il dottor Lear – siamo stati in grado di determinare anche i benefici di chi ha un impiego attivo o fa lavori domestici”.

Attività fisica come prevenzione

I risultati dello studio hanno rivelato che eseguendo in media 30 minuti di attività fisica al giorno il rischio di morte per qualunque causa ,diminuirebbe del 28%, a prescindere dal modello di esercizio svolto. Per di più, il rischio di avere patologie cardiovascolari diminuirebbe del 20%. Gli scienziati hanno notato che tutti i partecipanti che riuscivano nel percorrere 750 minuti di passeggiata veloce alla settimana, vedevano ridotto del 36% il rischio di decesso prematuro.

L’attività fisica nella vita di tutti i giorni

“Andare in palestra – ha pronunciato il dottor Lear – è fantastico, ma il tempo che possiamo trascorrervi non è molto. Aiuterebbe, ad esempio, anche camminare per andare al lavoro o per andare a pranzo”. Per trarre i massimi benefici dall’attività fisica, secondo il dottor Lear, questa dovrebbe essere inserita nella vita di tutti i giorni. “Se ognuno fosse attivo per almeno 150 minuti alla settimana nell’arco di sette anni – ha concluso Salim Yusuf, direttore del Population Health Research Institute – l’8% dei decessi potrebbe essere prevenuto”. 

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