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Attrice simbolo del cinema italiano, eroina e regina del Neorealismo, Anna Magnani è ricordata assieme ad Alberto Sordi e Aldo Fabrizi tra i maggiori esponenti della romanità cinematografica del XX secolo.

Le sue interpretazioni da brivido in film come Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma e La rosa tatuata sono irripetibili, restano indelebili.

Il suo modo unico di fare cinema ha rispecchiato il suo modo unico di essere, la sua passione di vivere.

Una vita complicata, la sua, già dalla nascita.

 

Biografia

Anna Magnani nasce a Roma il 7 marzo 1908 da padre ignoto, un padre che, una volta cresciuta, lei cercherà inutilmente: di lui scoprirà le origini calabresi ed il suo cognome Del Duce.

Con la sua solita ironia, smetterà di cercarlo dicendo che non avrebbe mai voluto passare per la “figlia Del Duce”.

Sua madre Marina Magnani, una sarta di Ravenna, l’affiderà alla nonna, una figura importante nella sua vita, che Anna amerà per sempre e che le trasmette l’amore per il teatro e la musica.

La Magnani inizia a studiare pianoforte e decide di cercare sua madre ad Alessandria D’Egitto; questa, troppo presa per la nuova famiglia che nel frattempo si era creata, non si accorge di Anna e del grande affetto di cui ha bisogno. Ogni tentativo di riavvicinarsi a sua madre risulta vano.

Tornata a Roma, abbandona lo studio della musica e frequenta la scuola di recitazione Eleonora Duse presso l’accademia di Santa Cecilia.

Silvio D’Amico dirà di lei “Non recita ma vive le parti che le vengono affidate. E’ già un’attrice e la scuola non può insegnarle molto di più di quel che ha già dentro di sé”.

 

Anna Magnani: con il teatro nel sangue

E’ con Dario Niccodemi che, tra il 1929 ed il 1932, Anna Magnani farà la sua prima esperienza di Teatro di Prosa che la consegna ai palcoscenici italiani.

La ricordiamo come la grande protagonista nei film del dopoguerra italiano, ma è nel teatro che sa dare il meglio di sé passando da ruoli drammatici a parti melodrammatiche e comiche.

Nel 1935, si unisce in matrimonio con Goffredo Alessandrini, regista teatrale da cui si separa nel 1940 a causa della forte gelosia di lei.

Nel 1941, incontra Totò col quale farà Teatro di Rivista in tutta Italia per 4 anni.

In questo periodo inizia una relazione importante con Massimo Serato da cui si separa dopo la nascita del figlio Luca, nel 1942; da sola, saprà come affrontare la malattia di suo figlio, che si ammala a soli 3 anni di poliomielite.

Il suo esordio nel cinema avviene nel 1934 con La cieca di Sorrento di Nunzio Malasomma.

 

Regina del Neorealismo

Il cinema, a questo punto della sua vita, offrirà ad Anna Magnani l’occasione più grande: l’incontro con Roberto Rossellini che le affiderà il ruolo di protagonista in Roma, città aperta, film drammatico che narra l’incubo dell’occupazione nazista e che farà nascere un nuovo genere cinematografico, il Neorealismo, destinato ad influenzare non soltanto il cinema italiano ma mondiale.

Con questo film Anna diventa l’eroina e la regina del Neorealismo entrando nei cuori degli italiani. Rossellini fu per lei il regista del suo successo ma anche una grande storia d’amore che durò finché, nel 1948, lui non si innamorò di Ingrid Bergman.

Dopo questa ennesima delusione, accetterà il ruolo di Luchino Visconti in Bellissima che la consacra, una volta di più, donna ricca di umanità e realismo come mai era successo nel mondo della celluloide.

 

Anna Magnani a Hollywood

Dopo aver conquistato i cuori italiani, Anna Magnani accetta la sfida di Hollywood dove Tennessee Williams la vuole per La rosa tatuata (1955), il film diretto da Daniel Mann per il quale Anna conquisterà nel 1956 l’Oscar come prima attrice italiana.

La stampa americana scriverà: “In confronto a lei, le nostre attrici sono manichini di cera paragonate ad un essere umano”.

Dopo aver ultimato il film Selvaggio è il vento di George Cukor torna a Roma e, per stare vicino al figlio Luca, rinuncia al film La ciociara. Si riscatta accettando il ruolo di protagonista in Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini nel quale interpreta una prostituta che cerca di redimersi per amore di suo figlio. Un capolavoro assoluto. Anna è, una volta di più, se stessa nel cinema: fragile senza paura di mostrarlo.

Nel 1972, farà la sua ultima apparizione nel cinema con il film Roma di Federico Fellini.

Nella clinica Mater Dei, il 26 settembre 1973, Anna Magnani muore stroncata da un tumore al pancreas circondata dall’affetto di Luca, di Roberto Rossellini, dell’Italia intera.

 

Anna Magnani e la Tv

Nonostante una certa diffidenza per la televisione, nel 1971 accetta di lavorare nella mini serie Tre donne (La sciantosa 1943, Un incontro e L’automobile) diretta da Alfredo Giannetti.

Il film Correva l’anno di grazia 1870 (con Massimo Ranieri, Vittorio Caprioli, Enrico Maria Salerno e Marcello Mastroianni) diretto da Giannetti, dopo essere uscito nelle sale italiane fu programmato e trasmesso in Tv il 26 settembre 1973: andò in onda poche ore dopo la morte di ‘Nannarella’.

 

Tributi

All’esterno di Cinecittà, una stella è dedicata ad Anna Magnani.

Gianni Togni le dedica la canzone Nannaré contenuta nell’album Bersaglio Mobile (1988).

Pino Daniele Anna verrà (1989), Carmen Consoli scriverà il brano Anna Magnani interpretato da Adriano Celentano, Eduardo de Filippo le dedica un’intensa poesia a pochi mesi dalla sua scomparsa, mentre Paola Turci dà il suo personale tributo alla Magnani con Ma dimme te, brano contenuto nell’album Il secondo Cuore uscito il 31 marzo 2017.

 

Premi e riconoscimenti

Anna Magnani ha vinto il Nastro d’argento 5 volte come migliore attrice protagonista di Roma città aperta, L’onorevole Angelina, L’amore, Bellissima e Suor Letizia – Il più grande amore, il National Board of Review Awards per Roma città aperta e La rosa tatuata, il David di Donatello per Selvaggio è il vento e Nella città l’inferno, un Globo d’oro per Correva l’anno di grazia 1870, l’Oscar ed il Premio BAFT per La rosa tatuata e Selvaggio è il vento, il Golden Globe per La rosa tatuata, Selvaggio è il vento e Il segreto di Santa Vittoria, la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per L’onorevole Angelina, l’Orso d’argento al Festival di Berlino per Selvaggio è il vento ed il Premio Sant Jordi per Nella città l’inferno.

 

Le frasi indelebili di Anna Magnani

 

“Ho scelto questo mestiere perché volevo essere amata, per ricevere quell’amore sempre mendicato”.

 

“Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori”.

 

(al truccatore) “Non togliermi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care”.

 

“Le donne come me si attaccano soltanto agli uomini con una personalità superiore alla loro. E io non ho mai trovato un uomo con una personalità capace di minimizzare la mia. Ho sempre trovato uomini… come definirli? Carucci. Si piange anche per quelli carucci, intendiamoci, ma sono lacrime di mezza lira”.

 

“L’importante è non avere le grinze al cervello. Quelle in faccia, prima o poi, t’aspettano al varco”.

 

“I tempi felici sono brevi. A sommarne gli attimi in una vita, non fanno una settimana. Eppure la vita è bella lo stesso”. 


“Nun c’è niente de più bello de na persona in rinascita. Quanno s’ariarza dopo na caduta, dopo na tempesta e ritorna più forte e bella de prima. Con qualche cicatrice in più ner core sotto la pelle, ma co la voglia de stravorge er monno, anche solo co un sorriso”.

 

“Le grandi passioni non esistono: sono fantasie dei bugiardi. Esistono solo i piccoli amori che possono durare poco o a lungo”.

 
“Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Devono essere vere, ecco tutto”.

 
“È così ingiusto morire, dal momento che siamo nati“.

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