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Secondo una ricerca del Washington University School of Medicine di St. Louis e del Centro tedesco per le malattie neuro-degenerative , sarebbe possibile , attraverso un semplice esame del sangue , rilevare i primi segnali della malattia. Si tratterebbe di un test in grado di evidenziare i danni al cervello. I  ricercatori ci tengono a precisare che, l’esame non ricerca la proteina beta-amiloide che è un marcatore specifico di questa patologia, ma  di una proteina filamentosa chiamata Nfl, che fa parte della costituzione dei neuroni.

Lo studio è stato finanziato con 4 milioni di euro, sperimenterà sette biomarcatori e coinvolgendo 400 pazienti volontari con lievi deficit cognitivi in 5 strutture specializzate nel trattamento dell’Alzheimer.

Ogni paziente verrà analizzato attraverso i 7 marcatori che sono costituiti da:

  • Test neuropsicologici
  • Dosaggio di alcune proteine su campioni di liquor cefalorachidiano
  • Tomografia a emissione di positroni (PET)
  • Analisi genetica
  • Valutazione del tracciato elettroencefalografico (EEG) per connettività
  • Risonanza magnetica volumetrica

ALZHEIMER E ATTIVITÀ FISICA: IL CONNUBIO PERFETTO PER LA PREVENZIONE

Prevenire l’invecchiamento e lo sviluppo di malattie neurodegenerative come Alzheimer o demenza senile è argomento che interessa molte ricerche e studi.

Tra i più recenti è stato vista una forte relazione tra il rischio di sviluppare Alzheimer e l’attività fisica.

Sembra infatti, che praticare costantemente attività fisica riduce il rischio di sviluppare malattie degenerative, poiché migliora le capacità cognitive e la processazione neuronale, e riduce i fenomeni di depressione, tutti processi coinvolti nel quadro patologico della persona affetta da Alzheimer e demenza senile.

Quando si parla di prevenzione, si parla comunque di un periodo che anticipa il verificarsi dell’evento e che ha i suoi benefici nel lungo termine.
L’attività fisica va quindi iniziata o continuata già in un’età giovane-adulta e mantenuta poi per tutto il corso della vita: in questo modo lo stimolo preventivo nei confronti di malattie neurodegenerative sarà veramente forte.

Iniziare comunque un’attività fisica in tarda età significa comunque migliorare le capacità cognitive, prevenendo la perdita di massa cerebrale (soprattutto con esercizi “di forza”) e un buon mantenimento della memoria (con esercizi misti di forza e equilibrio).
L’attività fisica comunque più efficace per la prevenzione di malattie neurodegenerative è quella moderata nelle persone con età superiore ai 65 anni.

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