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Test o prove allergiche

Dal cordone ombelicale si capisce se il bimbo avrà allergie

Con l’avvento della primavera, soprattutto, notiamo in noi un fastidioso cambiamento dovuto all’allergia. Le allergie di primavera sono le più note e colpiscono molte più persone.

Ma quando è bene fare i test allergici?

Il prick test, test allergico esistente più comune, può essere fatto in ogni momento dell’anno. Tale test, infatti, contribuisce a farci capire a cosa è dovuta la nostra allergia. Per quanto riguarda i vaccini contro il polline, invece, il momento migliore è quello che precede la primavera, quindi tra gennaio e marzo.

Adesso è troppo tardi per fare il vaccino, in quanto la sua efficacia potrebbe essere di gran lunga ridotta.

Aspettando allora che sia il momento giusto per fare il vaccino, vi consiglio di munirvi di antistaminici e fazzolettini

Allergia graminacee alimenti

Starnuti, naso che cola, occhi rossi, attacchi d’asma, tosse, stanchezza, arrossamenti e gonfiori cutanei: sono questi i sintomi dell’allergia alle graminacee. Per il 10-15 % della popolazione italiana l’arrivo della primavera coincide con un malessere fisico che può protrarsi fino all’estate.

L’allergia può essere descritta come una reazione del nostro organismo a una sostanza che viene erroneamente considerata nociva: in questo caso sono i pollini delle graminacee. Si verifica una reazione esagerata del nostro sistema immunitario e la conseguente comparsa di tutti quei fastidi sopraccitati.

I soggetti allergici, raccomandano gli esperti, dovrebbero stare molto attenti alla loro alimentazione: esistono infatti alcuni cibi che aiutano a combattere l’allergia e altri che, al contrario, hanno un’influenza negativa.

Chi è allergico alle graminacee dovrebbe prediligere il consumo di alimenti che contengono nutrienti in grado di incidere positivamente sui sintomi dell’allergia: frutta fresca e verdura (soprattutto cavolo-verza, lattuga, prezzemolo, ravanello nero e rosso). Fate attenzione: certe varietà di frutta e verdura possono provocare reazioni allergiche in alcuni soggetti.

Altri cibi consigliati sono quelli capaci di rafforzare il nostro sistema immunitario: il pesce, il tofu, l’olio di semi di lino o di ribes nero (ricco di omega3 e omega6). Sì anche a pietanze e bevande calde.

La reazione allergica può essere scatenata o rafforzata da alcuni cibi: in questo caso di parla di cross-reattività tra piante e alimenti. I soggetti allergici alle graminacee dovrebbero evitare il consumo di: frumento, noci, mandorle, agrumi, melone, kiwi, pesca, ciliegie, latte e latticini, cioccolato, alimenti ricchi di grassi saturi come gli insaccati, o quelli ricchi di istamina, serotonina o tiramina come banane, vino, birra, tonno, crostacei, pomodori. Attenzione anche a quelli contenenti il colorante E102: cracker, marmellate, caramelle, chewing-gum e altri prodotti industriali.

Bambini e allergia all’uovo

Alle uova sono allergici l’1,5-1,8% dei bambini tra 0 e 2 anni.  A differenza di altre allergie alimentari,  può scatenare gravi reazioni fin dal primo contatto.

Questo avviene perchè ,  l’attivazione della risposta immunitaria contro l’alimento, è avvenuta durante la gravidanza o l’allattamento.

I sintomi di questa allergia vanno dalla  dermatite atopica al terribile choc anafilattico. Inoltre un’ altra  caratteristica è che i sintomi in genere insorgono poco dopo l’assunzione dell’uovo.

Forte mal di pancia, orticaria,  dermatite atopica,  disturbi respiratori ( rinite o asma), tutti sintomi che possono comparire dopo aver mangiato questo alimento.

Di solito  il disturbo scompare da solo con la crescita e dura in media di circa 3 anni.;Durante la terapia l’uovo e tutti  i prodotti che lo contengono devono essere eliminati per poi reintrodurli seguendo tempi e modalità suggeriti dal pediatra allergologo.

Allergia al niche

Nei Paesi industrializzati l’allergia da contatto più comune è quella al nichel. Ne soffre circa il 10% della popolazione, con punte fino al 20-25% nelle donne.

In alcuni soggetti quando la pelle viene a contatto con questo metallo si scatena una reazione, poichè l’organismo lo riconosce come un qualcosa di dannoso. Il sistema immunitario,  si attiva e produce sostanze infiammatorie, le quali provocano una reazione locale eczematosa con prurito e rossore, quindi una vera e propria dermatite. In rari casi comporta anche sintomi sistemici, come orticaria ed eczema generalizzati e disturbi gastrointestinali.

Questa allergia puo’ essere confermata da un patch test, ovvero l’applicazione sul dorso piccoli cerotti con una serie di sostanze implicate nell’allergia cutanea.  Passate 48-72 ore si valuta la reazione.  Se l’allergia è confermata la rimozione del cerottino contenente nichel lascia una piccola zona di pelle arrossata.

La migliore prevenzione per questo tipo di ipersensibilità  è evitare il contatto con oggetti che contengono il metallo in questione. Se però si entra  accidentalmente in contatto con il nichel  è possibile una terapia sintomatica per contrastare l’eczema.

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