CONDIVIDI

Cos’è l’afefobia

L’afefobia è la paura di essere toccati fisicamente da un altro individuo. Per le persone affette da questa patologia, infatti il tocco umano può essere opprimente e persino doloroso. In alcuni casi questa paura è specifica, infatti, chi ne è affetto ha timore di essere toccato solo dal sesso opposto; mentre in altri la fobia riguarda tutte le persone senza distinzione di sesso.

Quali sono le cause

La causa che c’è dietro allo svilupparsi della fobia, il più delle volte è un evento traumatico come una violenza sessuale, magari subita in tenera età. Sodo diversi gli studi che confermano il fatto che molti adulti abusati in età infantile, poi vanno a somatizzare il trauma proprio sviluppando la paura di essere toccati.

Ma l’afefobia può anche essere una paura generalizzata. In pratica il soggetto che ne soffre ha paura di essere toccato da tutte le persone estranee o meno. In questo caso alla base della paura del contatto fisico c’è un trauma non superato; oppure la deprivazione dell’affetto e della vicinanza da parte dei genitori durante l’età infantile.

Nelle prima fasi della sua vita, infatti un bambino percepisce l’affetto dei genitori proprio grazie al contatto fisico. Se questo venisse a mancare, il piccolo da adulto potrebbe sviluppare proprio l’afefobia.

I sintomi dell’afefobia

Chi soffre di questa condizione è abbastanza riconoscibile, ma spesso il timore del contatto fisico viene scambiato solo per semplice timidezza. L’afefobia diventa visibile quando i sintomi ad essa correlata cominciano a peggiorare, e quando la paura del contatto fisico inizia ad essere invalidante per chi ne soffre.

I soggetti affetti dalla paura del contatto fisico cercano in tutti i modi di definire e proteggere in continuazione i loro spazi. Essi infatti hanno il timore di un’invasione della loro sfera personale e di eventuali contaminazioni.

Non sono poche le persone poi che temono il contatto fisico per paura di essere contagiate da germi o batteri. Questi soggetti quando si trovano in una situazione per loro potenzialmente pericolosa, cominciano ad avvertire un forte disagio, a tremare, a sudare e a provare sensazioni di offuscamento mentale.

Esse potrebbero soffrire anche di tachicardia, problemi di respirazione e perfino attacchi di panico. In questo caso l’istinto porta chi è affetto da afefobia a ad eseguire un meccanismo di conservazione chiamato “evitamento”. In pratica tenderà ad evitare tutte quelle situazioni in cui potrebbe entrare in contatto fisico con altre persone.

Questa condizione ovviamente limita di parecchio la sfera privata, lavorativa e sessuale di una persona che soffre della paura del tocco fisico. E non è raro poi che queste limitazioni portino il soggetto al suo completo isolamento e anche allo sviluppo di gravi disturbi psichici.

All’origine del rifiuto di essere toccati, c’è il rigetto di entrare in contatto con episodi legati al passato molto dolorosi, che sono rimasti per tanto tempo sepolti nella memoria. Legate a questo rifiuto di rivivere episodi spiacevoli del passato, sono anche delle particolari malattie della pelle come l’acne giovanile o le dermatiti.

È proprio come se la pelle si trasformasse in una sorta di corazza sinonimo di un confine insormontabile. In un certo senso si cerca di essere invulnerabili, al contrario però bisognerebbe rientrare in possesso della propria vulnerabilità.

Come affrontare la fobia

Al giorno d’oggi ci sono diversi trattamenti in grado di aiutare le persone ad affrontare l’afefobia. Una buona soluzione è sicuramente la terapia dell’esposizione. Questa forma di trattamento consiste nell’esporre gradualmente il paziente alla paura da cui è affetto. Assieme ad un terapeuta esperto, è possibile creare un ambiente sicuro in cui con il passare del tempo il paziente può diventare sempre più a suo agio con ciò che teme di più.

Anche la terapia comportamentale è un buon metodo per combattere il problema. Essa come anche la terapia dialettica comportamentale o l’ipnosi, può aiutare le persone ad ottenere più controllo sulle proprie paure.

Infine ci sono i farmaci. Lo specialista potrebbe decidere di utilizzarli per alleviare i sintomi tipici dell’afefobia e cioè ansia o depressione.

Afefobia: quali sono i fattori di rischio

I fattori che in un individuo possono aumentare le possibilità di soffrire di afefobia sono:

  • L’età. È sempre un fattore di rischio per qualsiasi fobia, anche per la paura di essere toccati.
  • Genetica. Se qualcuno in famiglia soffre già di una particolare fobia, come ad esempio questa, allora le probabilità di soffrirne a vostra volta sono decisamente maggiori.
  • Evento traumatico. Come abbiamo già anticipato prima, un evento traumatico di qualsiasi tipo come per esempio uno stupro o una violenza possono innescare in una persona la paura di essere toccati.
Come viene diagnosticata la fobia

Il processo di diagnosi di quasi tutte le fobie, include un colloquio clinico con uno psicologo o uno psichiatra che tramite interviste e quesiti potrà confermare o meno la diagnosi di afefobia. Se avete il sospetto di soffrire di questa particolare fobia, la cosa più giusta da fare è chiedere aiuto al medico, che potrà così aiutarvi in un percorso che vi porterà se non a sconfiggere del tutto la condizione a gestirla senza problemi.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.