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Di Achille Lauro avevamo già parlato nella sua biografia ma non tutti sanno che il rapper conosciuto ai più grazie a Sanremo ha avuto una vita difficile. Nella conferenza stampa di presentazione di “Pour l’amour” Lauro De Marins alias Achille Lauro aveva confessato:
“Io scrivo solo ed esclusivamente sotto l’effetto di stupefacenti” di qui molti curiosi hanno cercato di capire quale fosse il passato del 28enne romano. C’è chi sostiene che per anni aveva fatto il pusher nel suo quartiere di borgata e che la sua vita era tutt’altro che pulita. In merito a questo , Achille Lauro tace ma parla di droghe nelle sue canzoni; proprio in Rolls Royce ci sarebbe un evidente invito a drogarsi e fare la stessa fine dei miti del passato, ovvero morire d’overdose.

Achille Lauro smentisce le accuse sulla droga

Il rapper romano riceve il tapiro d’oro da Staffelli di Striscia la Notizia perchè il programma satirico di canale 5 aveva evidenziato che la canzone Rolls Royce (presentata al Festival di Sanremo) era un inno alla droga . Esiste infatti una droga moderna chiamata in questo modo che ha lo stesso simbolo della celebre macchina ma Lauro smentisce categoricamente il riferimento e s’innervosce con l’inviato.

In realtà , l’artista ha parlato di droghe molte volte nelle sue canzoni e quindi sarebbe plausibile l’accusa di coloro che sostengono che il testo di Rolls Royce inviti a drogarsi.

Sempre durante la conferenza stampa per parlare del disco intitolato “Dio C’è” , Lauro ha raccontato di aver testato assieme ai suoi collaboratori, durante le lavorazioni del disco, delle modalità di assunzione degli stupefacenti estremamente congeniali che gli hanno permesso di essere creativo e che lui stesso ha definito come ‘microdosing’.

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