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Informazioni sull’aborto spontaneo

Si definisce aborto spontaneo l’interruzione spontanea della gravidanza, senza cioè interventi esterni, prima della 22esima settimana di gestazione. Nonostante non ci sia l’assoluta certezza sui dati (non tutte le donne che abortiscono si rivolgono poi a un medico), possiamo comunque affermare che  il 10-25% delle gravidanze termina con un aborto spontaneo. Secondo quanto riportato dall’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists), l’aborto spontaneo è la più frequente tipologia di interruzione di gravidanza.

L’aborto spontaneo può essere sporadico, ripetuto o ricorrente. È sporadico quando si verifica una sola volta nella vita della donna; ripetuto quando gli episodi abortivi sono due; ricorrente se sono tre o più.

Cause aborto spontaneo

Le ragioni che si celano dietro questo fenomeno sono molteplici, alcune note, altre sconosciute. La maggior parte degli aborti spontanei (circa il 70%) è provocato da cause ovulari: sono riconducibili ad alterazioni, legate per lo più ad anomalie cromosomiche, che impediscono lo sviluppo del feto. Rientra nelle cause ovulari anche l’annidamento anomalo dell’ovulo. Altre cause sono attribuibili ad anomalie cromosomiche o a fattori ormonali in grado di compromettere la gravidanza. L’insufficienza di ormoni estrogeni e/o di progesterone, problemi alla tiroide, eccesso di ormoni androgeni rientrano tra le cause ormonali che possono provocare un aborto.

Anche lo stile di vita, l’alimentazione, la presenza di determinate patologie incidono profondamente sull’andamento della gravidanza. Tra i fattori negativi: mancanza di sali minerali e di vitamine (A, C, E); malattie infettive (rosolia, sifilide, tubercolosi, epatite acuta) o altre patologie (cardiopatie, diabete); traumi fisici (lesioni dirette all’utero o all’embrione) o psichici; uso di droghe e fumo, abuso di caffeina, alimentazione scorretta e assunzione di determinati farmaci. Vanno inoltre ricordate le cause ambientali, come l’esposizione a elevate dosi di raggi X, che possono provocare la morte del feto o malformazioni.

Percentuali di rischio

Per le donne in età fertile, come abbiamo già accennato, la percentuale di aborto spontaneo può variare tra il 10 e il 25%. Nella maggior parte delle donne sane il rischio è del 15-20%. La percentuale tende ad aumentare con l’avanzare dell’età. Le donne che hanno più 35 anni hanno circa il 15% di probabilità di abortire. Tra i 35 e i 45 anni il rischio sale al 20-35%. Superati i 45 anni, invece, la percentuale può raggiungere il 50%. Se la donna ha già avuto un aborto spontaneo, le probabilità che esso si verifichi nuovamente corrispondono al 25%, una percentuale che in realtà non è molto più alta rispetto a quella di chi non ha mai avuto un aborto spontaneo.

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Sintomi

La sintomatologia collegabile a un aborto spontaneo è piuttosto variegata: mal di schiena di intensità lieve o grave, perdita di muco bianco-rosato, dimagrimento, contrazioni (molto dolorose e a intervalli di 5-20 minuti), perdite marroni o rosso vivo (a volte associate a crampi), perdite simili alle mestruazioni con presenza di grumi sanguigni, interruzione improvvisa dei segni solitamente associati a una gravidanza in atto. Per quanto riguarda le perdite vaginali, è importante sottolineare che si tratta di un fenomeno abbastanza diffuso: circa il 20-30% delle donne tende ad avere delle perdite ematiche durante la prima fase della gravidanza, ma non tutte subiscono poi un aborto spontaneo.

Prevenzione

Per alcune delle cause sopraccitate non è possibile fare alcun tipo di prevenzione, ma è comunque di fondamentale importanza essere seguite da un ginecologo fin dalle primissime fasi della gravidanza, in modo da individuare in tempo eventuali anomalie e, se possibile, intervenire per risolverle. È inoltre necessario che la donna adotti uno stile di vita conforme al sue condizioni: evitare attività pesanti e sforzi eccessivi, seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, tenere a bada lo stress, cercare di mantenere il peso corporeo entro i limiti consigliati, non assumere farmaci senza un consulto medico, cura di eventuali malattie croniche o alterazioni genitali, evitare il fumo (attivo e passivo).

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